giovedì 8 agosto 2013

64 VS 128, una storia meh.

Uscito sul mercato nel 1985, il Commodore 128 veniva presentato come alternativa “professionale” al Commodore 64, un po' come questo nei confronti del Vic20. All’interno convivevano due processori, uno Zilog Z80A e un MOS 8502; quest’ultimo conferiva alla macchina una doppia anima permettendo di avviare il computer in modalità C64 digitando l’input “go 64”, accedendo in tale maniera allo sconfinato parco software del fratello maggiore con una compatibilità del 95%.

Eh guarda, se la stanno facendo sotto, che te lo dico a fare...
Inutile dire che si trattava del comando più amato dai possessori del bistrattatto computer, tuttavia il C128 aveva altre frecce nel suo arco: al di là dei 128 kb di memoria espandibile a 640, disponeva di un’uscita rgb ad 80 colonne, una versione avanzata del basic e sfruttava al meglio il 1571, il nuovo floppy disk della Commodore, successore del celebre 1541. Per cavalcare l'onda del successo (sono ironico quando sono in ferie) del nuovo computer, la periferica venne pubblicizzata e messo in commercio in concomitanza con il C128, con cui condivideva il design. 
Più compatto, silenzioso e in grado di leggere nativamente i floppy a doppia faccia, il 1571 poteva essere utilizzato anche con il c64 e il vic20, ma dava il meglio di se con la potenza della nuova macchina, rimpiazzando le routine seriali tipiche del 1541 con il cosiddetto “burst mode”, accelerando notevolmente i tempi di caricamento e salvataggio dati. Con una simile potenza è sconfortante pensare che tutti i titoli che esibivano sulla confezione un bel “64/128” giravano in effetti in modalità C64 senza sfruttare le capacità della macchina. 

Vi erano fortunatamente delle eccezioni e, anzi, un ristretto gruppo di titoli venne programmato esclusivamente per girare sul C128. Da ricordare l’etichetta budget Mastertronic, già attiva sostenitrice dello speccy 128, che rilasciò versioni avanzate di The Last V8 (pessimo gioco di guida famoso unicamente per la colonna sonora di Rob Hubbard) e dell’ottimo Kikstart, arcade a base di motocross a scorrimento orizzontale estremamente giocabile che, nella versione espansa, godeva di 27 piste rispetto alle 8 originali, un maggior numero di ostacoli, una tabella per salvare i punteggi ed uno scrolling più fluido
Per dover di cronaca, il seguito Kikstart 2 avrebbe successivamente fornito un intuitivo editor di percorsi anche ai possessori di C64.
Prima di Super Scramble Simulator o Trials Evolution c'era Kikstart.

In tema sportivo anche Thai Boxing, singolare picchiaduro isometrico della Anco, vantava una versione "avanzata". Ciononostante le migliorie si limitavano al pubblico animato, decisamente poco per un gioco che tutti ricordano SOLO per i volti dei lottatori che venivano coperti di sangue e ferite con il progredire dello scontro. 

L'unica differenza rispetto alla versione C64 è un livello extra.
Alcuni titoli beneficiavano del più performante processore anche se la macchina girava in modalità C64, come quell'amorevole disastro - solo sull'otto bit Commodore, via i forconi - di Ultima V, che sfruttava la maggior ram per integrare la musica durante il gioco e immagazzinare più dati in memoria, velocizzando i caricamenti. O ancora Morpheus e Alleykat, sparatutto d’autore ad opera di uno strepitoso Andrew Braybrook, che sfoggiavano un numero maggiore di nemici e proiettili su schermo, nonostante l’aspetto complessivo restasse immutato. 

La Anco avrebbe visto giorni migliori...
Tornando ai giochi programmati ad hoc per il 128 è d’obbligo ricordare Stratton, labirintico arcade graficamente sontuoso ma mediocre nel gameplay che si presentava sulla nuova macchina con un livello di difficoltà più accessibile, più locazioni e una cosmesi ritoccata: Zzap! sottolineò queste differenze con un paio di punti di scarto nel globale, 38% contro il 36% della versione C64. Il gioco preferito da mio cuggino, possessore di 128 che non mancò, all'epoca, di sottolineare la forza bruta nascosta in quei due punticini.

A brave new world.

Netta la differenza in The Rocky Horror Show, bizzarro adattamento della trasgressiva opera-cult di Richard O'Brien: il C64 offriva una conversione frettolosa da Spectrum ereditandone la monocromia dei fondali, mentre su 128 la grafica era completamente ridisegnata, colorata a dovere con un paio di locazioni nuove come extra. Blocchettosa ma gradevole, apprezziamo lo sforzo, via.

Potrei commentare questa foto in mille modi, ma nessuno mi farebbe onore. Mi limiterò a segnalare i fondali monocromatici su C64...

...In contrasto con la grafica rifatta da zero della versione per C128.
Notevoli le avventure testuali della Infocom come A Mind forever Voyaging e Beyond Zork, che traevano vantaggio dal display ad 80 colonne e usavano il tastierino numerico del 128 per spostarsi nelle direzioni cardinali, permettendo addirittura di associare comandi ai tasti funzione snellendo sensibilmente l’esperienza di gioco

Questi furono sostanzialmente i momenti di gloria ludici del 128: il computer venne riproposto successivamente in due versioni, il C128 D e DCR, che integravano entrambe il drive 1571 di serie, rispettivamente in un case orizzontale in metallo e in più economica plastica. Entrambe pompavano la ram video fino a 64k offrendo l’alta risoluzione ai dispe fedeli possessori, sebbene tale potenzialità non ebbe riscontro in ambito ludico: pochi mesi dopo sarebbe arrivato l’Amiga 1000 e i nuovi 16 bit avrebbero reclamato i riflettori della scena, con tanti saluti alla sfortunata famiglia del 128.

2 commenti:

  1. Complimenti già solo per avere pensato ad un "versus" così impietoso. Stranamente, dato che le piattaforme sfigate mi attizzano non poco, non mi ero mai seriamente avventurato alla ricerca dei titoli C128-powered, quindi ho apprezzato moltissimo. Da notare come la versione 128 di Stratton abbia due pixel in più... ma sia meno fluida! Argh!

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  2. beh, quei due punticini in più potevano racchiudere l'universo a detta di mio cuggino, ma non fare miracoli!

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